Il silenzio

Appena entrati in casa si lasciarono cadere sul divano senza neanche togliersi lui, X, il cappotto (nero, zuppo di pioggia, lungo fino alle ginocchia), lei, Y, l’impermeabile (verde palude, lucido come se fosse ricoperto di squame, corto). I loro capelli erano fradici, i loro occhi sconvolti, i loro volti pallidi, come se avessero attraversato una foresta umida e infestata da bestie ferine uscendone indenni.

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La torre d’acqua

Una notte – una notte in cui non solo pioveva ma diluviava, le facciate dei palazzi si accendevano e si spegnevano a intermittenza, la città, con le strade e i marciapiedi allagati, si accartocciava su di sé – prese uno sgabello e si sedette davanti alla finestra. Osservò il desolato panorama per qualche istante. Poi tirò fuori il cellulare dalla tasca dei pantaloni e andò sul suo Profilo Pubblico Personale. Con l’indice esercitò una leggera pressione sulla scritta FOTO. Continua a leggere